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Concorsi > Sirmione Lugana > 2010 - Prima Edizione
Sirmione Lugana 2010
"Premio Ragazzi"
1° Classificato
De Michele Miriam (Portici - NA)
poesia "Ti prometto"
2° Classificato
Ricchiuto Vito (Bari)
poesia "Nirvana"
3° Classificato
Peressini Andrea (Ameglia - Sp)
poesia "Acquerello"
4° Classificato
Melandri Stefano (Castiglione di Ravenna - Ra)
poesia "Primavera"
"Ti prometto" (De Michele Miriam)
Ti prometto l'acqua e ti prometto il sole
perchè sia a tua sisposizione,
prometto la magia che unisce il cuore,
la vita per riuscire a viverti con pienezza.
Prometto il sangue per riuscire a curarti,
ma ancora di più prometto il cuore per amarti
ed averti accanto a me.
"Nirvana" (Ricchiuto Vito)
Quattro cumuli sostano tranquilli
sotto quattordici imbecilli;
stanno inseguendo un pallone di plastica,
torso nudo, sfida fantastica.
E' tutta una rugiada l'atmosfera:
il sudore una fragranza leggera,
e ciascuna goccia è un boato,
di vampate riflettore viziato.
Sull'erba ci si muove a stento
in uno stadio agitato dal vento.
Sul vivo e ossigenato materasso
riposa il bel piedino lasso
delle ragazze sdraiate al mattino
perfetto abbronzante, supino
sotto un albero profumato e ombroso;
foglia cascanti il suo bacio gassoso
sull'epidermide imbevuta
di clorofilla secreta e cresciuta,
come enzima di corpo diffusa
e col corpo la natura è fusa.
Poco più in là, abbastanza distante,
un giovane strano pensante
dipinge con i colori delle iridi
sue il parco, le piante, le ispidi
sfingi, e muta il suo cuore in corteccia,
nutrendosi di nulla, una treccia
produce di armonia e pace.
Dello splendido quadro tutto tace,
anche la spietata gimcana,
e nel parco si raggiunge il nirvana.
"Acquerello" (Peressini Andrea)
Riesco a respirare
il calore della campagna
e scorgere quel ruscello incatenato
tra le nuvole:
gli stormi d'ali arrivati
col sapore dell'Africa nel becco
si posano di fronte,
gli sterpi s'incurvano
alle folate d'un vento tranquillo
e gli sparuti cascinali affiorano
dal fondo del miraggio.
All'orizzonte una strada
di ghiaia fina
si storce in salita
sotto un grande olivo:
il frenetico ronzare di libellula
evoca danze amorose
intorno ad un fuoco.
Estivo ed effimero
il temporale di libeccio
che profuma di salsedine
sciacqua il viso al mondo,
mentre s'avverte il rintocco
ritmato e lontano
d'una timida campana di chiesa,
là dove l'uomo s'incontra con la madre.
Più in basso, nel verde,
l'instancabile gracchiare delle rane:
se saprete attendere senza far rumore,
sotto l'ombra del padre ciliegio
che scura si protende
sull'acqua più calma,
in questa stagione d'amore e di canti
vi sorprenderà,
come lampo,
il guizzare perfetto
d'una anguilla coraggiosa.
"Primavera" (Melandri Stefano)
Periodo di rinascita,
come i fiori
così anche l'anima
sboccia e si colora;
felicità aleggiante
come polline,
ma buia ombra reale
volontariamente ignorata
costantemente presente.
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