Menu principale:
Galleria degli Artisti > Letteratura > Notizie letterarie
Incontro con
Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani
Una serata speciale quella di Venerdì 7 ottobre alla Biblioteca Comunale di Sirmione, l'incontro con due scrittrici di grande rilievo nel panorama letterario nazionale: Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani.
Forse non troppo numeroso il pubblico presente, ma certamente molto attento e partecipe.
Ad autoraccontarsi due grandi scrittrici, due grandi amiche, due artiste che possiamo definire senza ombra di dubbio le apripista della lettaratura "noir", del giallo al femminile in Italia.
Sono infatti state le prime che si sono insinuate e con grande successo in un territorio decisamente molto al maschile.
C'è anche da dire che il loro modo di srotolare racconti tinti di giallo è molto intenso e profondo, un persorso quello di partenza che anche nel loro allontanarsi dalla strada percorsa all'inizio del loro scrivere, cioè nell'affrontare tematiche "tabù" come ha affermato la Garlaschelli, mantiene sempre quell'impronta noir che è inscindibilmente radicata nel dna delle due autrici.
I presenti hanno potuto assistere ad un incontro con l'autore decisamente fuori dai canoni.
Non c'era il "bravo presentatore" (così lo definisce la Garlaschelli) a condurre e guidare l'incontro, ma le due amiche si autoraccontano a ruoli invertiti, per cui troviamo Nicoletta a descrivere Barbara e viceversa.
Questo è consentito da una grande amicizia che lega le due protagoniste della serata, un'amicizia schietta che le vede legate da tantissimo tempo, che in passato le ha legate anche in progetti editoriali condivisi per una grande editrice cinematografica nel mondo del cartoon.
Presentano in questo venerdì le loro ultime opere, più recente "La madri cattive" di Nicoletta Vallorani, prima donna in Italia a vincere il Premio Urania, mentre non recentissimo "Non ti voglio vicino" di Barbara Garlaschelli, opera che è stata finalista al Premio Strega 2010 e vincitrice del Premio Libero Bigiaretti.
Due opere che, se pur scritte da autrici sostanzialmente diverse nel loro scrivere, possono ritrovare moltissime affinità, come affinità e incroci legano le due amiche.
Milano è in fondo un primo legame che le unisce.
Milano è la città dove è nata Barbara Garlaschelli, dove ha vissuto la sua infanzia, e dove ha purtroppo dovuto fare i conti con un destino che a soli 15 anni l'ha costretta a convivere con un corpo diverso da quello che avrebbe voluto per la sua vita, dopo un incidente che la costringe ad una sedia a rotelle; Milano è la città che da qualche hanno ha lasciato per spingersi a Piacenza; infine Milano è la città palcoscenico di "Non ti voglio vicino", una storia coinvolgente ambientata nella Milano della guerra, dei bombardamenti, della ricostruzione, nella quale tra le macerie della città si materializza anche una storia di violenza verso i minori.
Milano è la città dove Nicoletta Vallorani giunge per vivere e per lavorare, docente universitaria di letteratura inglese, dove costruisce la sua famiglia, dove molti dei suoi libri sono ambientati, un legame molto stretto e forte con un quartiere, quello tra via Padova, viale Monza, Crescenzago e i confini con Sesto San Giovanni che sono l'emblema della multirazzialità, dove si incrociano tutte le etnie del mondo, un quartiere di povertà, di sofferenza, di fatica, ma anche di unione solidale motivata dalle necessità di una vita dura e povera.
Altro legame è quello delle tematiche delle loro opere che qui presentano: quei "tabù" sociali a cui più sopra faceva riferimento Barbara Garlaschelli: due tematiche molto difficili da proporre in un libro, non facile nemmeno da far pubblicare, forse ancora rese più atipiche se proposte da scrittrici donne, anche se affermate da tempo come loro.
La violenza sui minori, un tema terribile e difficile da affrontare senza farsi travolgere da vene polemiche e "le madri cattive", dove si parla di madri assassine, un tema contrario a tutto sempre a detta delle due scrittrici perchè "nel nostro immaginario collettivo le madri in Italia devono essere sempre buone, care e affettuose", ma purtroppo capita anche che non sia sempre così.
Una serata in cui il dialogo con il pubblico si è trasformato in un ritmico sussiguirsi del raccontarsi delle due signore del romanzo, un rincorrersi di spiegazioni, aneddoti, commenti come se si fosse in un salotto di casa.
Certamente un incontro di rara semplicità e spessore che certamente ha incuriosito e invogliato i presenti ad addentrarsi nelle opere delle scrittrici presenti.